Parlare di cucina italiana significa fare riferimento a una varietà infinita di ricette e tradizioni locali. C’è poco da dire, è un patrimonio gastronomico unico al mondo. Il pranzo della domenica, in tutto ciò, rappresenta un simbolo autentico ed esclusivo di questo grande universo culinario. Si tratta di un’usanza tutta tricolore che racconta, in ogni sua sfumatura, le caratteristiche più affascinanti della nostra passione per il cibo. Scopriamone insieme la grande bellezza!

Il vero significato del pranzo della domenica

pranzo della domenica in famigliaPer noi italiani domenica è senza dubbio sinonimo di famiglia. Non si tratta soltanto di una questione affettiva, quanto piuttosto di un vero e proprio obbligo sociale: la domenica è infatti il momento libero della settimana in cui nonni, nipoti, figli e affini ne approfittano per ritrovarsi e passare del tempo insieme. E se si tratta di andare a trovare i nonni, scordatevi di avere altri impegni e sottrarvi al rituale.

Certo, che poi il pranzo della domenica possa trasformarsi da momento di vero piacere a un’occasione aggiuntiva per bisticciare fra parenti…questo è un altro discorso.

Di sicuro però il “padre di famiglia” siederà a capotavola, circondato da tutte le persone a lui care, per quello che sarà il pranzo più lungo, ghiotto e abbondante della settimana. La missione di quest’ardua impresa? Sopravvivere alla mole di cibo e di vino…fino al pranzo della domenica successiva!

Tanto di tutto…ma mai abbastanza

È sempre piuttosto complicato spiegare agli stranieri che la pasta non è un contorno ma un primo, il pane non è un piatto a sé ma un companatico, mentre la carne è un secondo. La struttura articolata dei nostri pasti è qualcosa che ci rende unici e speciali rispetto al resto del mondo. Dall’antipasto all’ammazzacaffè, i vari passaggi dei nostri banchetti testimoniano ampiamente la profondità della nostra cultura gastronomica. Da questo punto di vista il pranzo della domenica ne costituisce la sintesi perfetta: le famiglie sfoderano i propri cavalli culinari di battaglia, realizzando menù completi che sposino al meglio tradizioni locali e gusti dei commensali.

E sebbene tutti si lamentino sempre di aver mangiato troppo, quando è ora di congedarsi fa sempre piacere portarsi via una porzione extra per il giorno dopo o per la cena. Vero?

pranzo della domenica pasta

Anche l’occhio vuole la sua parte

Se di domenica lo stomaco è certo di trovare pane per i suoi denti, lo stesso dicasi per la vista. La tavola del pranzo domenicale, infatti, è un piccolo gioiello di design e arte. Tovaglie e stoviglie conservate appositamente per questo giorno della settimana, sottobicchieri, cestini per il pane e l’immancabile centrotavola: di domenica la creatività domestica tira fuori dalla credenza tutto ciò che serve a marcare l’importanza di tale evento.

(…ma occhio a macchiare di sugo e vino la tovaglia della domenica.)

 

Convivialità, tripudio di sapori ed estrema cura per la bellezza della tavola imbandita: non c’è aspetto di questo rituale che venga lasciato in secondo piano. Ecco perché il pranzo della domenica è una tradizione così simbolica per la nostra cultura enogastronomica: esso infatti rappresenta a pieno quanto il cibo, per noi italiani, sia indispensabile per il nostro stare bene.